La differenza tra chi educa e chi intrattiene (e perché non sono la stessa cosa)

Ogni professionista di successo – leggi “in grado di generare tanti kappa” – è un intrattenitore nato. 

Sa stare davanti la videocamera, fa ridere, sognare, emozionare.
E non gli serve altro.

È questo quello che pensi, vero?

Lo so e lo capisco.

Ma se ti dicessi che quello che pensi è vero solo a metà? 

Sono una Sociologa esperta in Marketing & Comunicazione, con qualche anno alle spalle nel Content Marketing, e posso assicurarti che le cose non stanno esattamente così.

I contenuti a cui ti riferisci tu sono quelli di intrattenimento.

Fanno parte della matrice del Content Marketing e hanno la loro importanza.

Ma mica bastano a generare quei kappa che vorresti guadagnare anche tu.

Anzi.

Sono altri i contenuti che ti aiutano davvero a raggiungere i tuoi obiettivi di business.

Si chiamano contenuti educativi.
Sono i miei preferiti.

E in questo articolo ti spiego perché.

Sei con me? Andiamo!

Il potere (sottovalutato) dei contenuti educativi

portatile poggiato su un tavolo di un locale

I contenuti educativi sono quelli che educano il tuo pubblico. Appunto.

Ma cosa significa?

Educare significa aiutare le persone a capire ciò che fai, perché è utile per loro e come può migliorare la loro situazione.

È un tipo di contenuto che lavora in profondità, risponde alle domande (anche quelle che il tuo pubblico non sa ancora di avere) e costruisce fiducia nel tempo.

Perché – diciamolo – è raro che una persona ti scopra oggi e acquisti da te domani.

Prima vuole conoscerti.

Capire cosa fai, come lo fai e se può davvero fidarsi.

I contenuti educativi servono proprio a questo: colmare la distanza tra te e chi ti legge.

Fanno chiarezza, posizionano il tuo brand, ti fanno diventare la risposta che il tuo pubblico stava cercando.

E se li usi bene, succede una cosa bellissima: quando qualcuno ti scrive, ha già deciso di lavorare con te.

E quello (sopravvalutato) dei contenuti in intrattenimento

Ragazza con vestito verde a fiori che cammina sulla riva del mare. sullo sfondo, delle barche arenate in acqua

I contenuti di intrattenimento fanno un’altra cosa: catturano l’attenzione.

Non vogliono spiegarti un concetto, vogliono farti fermare lo scroll.

Sono quei contenuti che ti fanno ridere, emozionare e anche riflettere.

Possono essere leggeri o profondi, ironici o ispirazionali.

Puntano al coinvolgimento immediato.

Sono perfetti per farsi notare, per creare connessione, per far emergere la personalità dietro il (personal) brand.

Funzionano bene quando vuoi attirare un pubblico, renderti più umano, essere ricordato.

Ma – e qui arriva il punto chiave – non bastano da soli.

Se te lo stai chiedendo, qui rispondo alla domanda: Perché i miei contenuti non convertono?

Perché farti notare non significa automaticamente farti scegliere.

Intrattenere è solo una parte del gioco.

Se non costruisci anche autorevolezza, fiducia e chiarezza… rischi di rimanere solo “quello simpatico su Instagram” – o dove ti pare.

Attirare per educare per vendere.

Ragazza che suona uno strumento tipico di Bali

Intrattenere ti aiuta a farti notare.

È spesso il primo passo per entrare nel radar delle persone.

Un reel ben fatto, un post ironico, una storia personale toccante… sono contenuti che possono raggiungere tante persone nuove, anche fuori dalla tua bolla.

Ma poi?

Poi serve qualcosa che tenga.
Qualcosa che dia sostanza.

Perché tra il “mi emozioni” e il “ti affido il mio problema” c’è di mezzo la fiducia.

E quella la costruisci con i contenuti educativi.

Sono loro che preparano il terreno alla vendita.

Ti posizionano come esperta, dimostrano la tua competenza, fanno capire che sai quello che fai.

Intrattenere attira.
Educare prepara.
I contenuti di vendita convertono.

Ma senza una base solida di contenuti educativi, anche la vendita considerata perfetta cade nel vuoto.

Perché nessuno compra da chi non considera esperto.

La psicologia dietro i contenuti educativi

Perché i contenuti educativi sono così efficaci nel costruire fiducia?

La risposta sta nella psicologia umana.

Quando qualcuno ti insegna qualcosa di utile, scatta automaticamente un meccanismo: quello della reciprocità.

Ti ha dato valore gratuitamente.
Ti ha reso la vita un po’ più facile.
Ha risolto un tuo problema senza chiederti niente in cambio.

E questo crea un legame.

Non solo. Quando condividi le tue competenze, stai dimostrando che sai quello che fai.

E c’è una differenza enorme tra chi dice “sono brava in quello che faccio” e chi ti fa vedere come si fa una cosa che non sapevi fare.

Il primo può anche mentire.
Il secondo ha già dimostrato la sua competenza.

Ecco perché chi educa costruisce autorevolezza più velocemente.

E quando le persone ti riconoscono come esperta, il passo verso l’acquisto diventa naturale.

Quasi inevitabile.

Dall’intrattenimento all’educazione, fai così

Ragazza seduta sugli scogli, con in mano un cellulare attraverso cui sta sentendo un podcast

Ok, fin qui tutto chiaro. Ma se fino ad oggi hai puntato solo sull’intrattenimento, come fai il passaggio ai contenuti educativi, senza mandare in tilt il tuo pubblico?

La buona notizia è che non devi buttare via tutto quello che hai costruito.

Anzi.

Le persone che ti seguono per i tuoi contenuti leggeri sono già una base perfetta da cui partire.

Ti conoscono. Ora devi solo aggiungere un tassello: far vedere che sai anche il fatto tuo.

Inizia gradualmente.

Non passare dai meme alle guide tecniche da un giorno all’altro.
Introduci i contenuti educativi un po’ alla volta.

Inizia con quelli più semplici: rispondi alle domande che ti fanno nei DM.
Condividi un consiglio veloce che può essere utile.
Racconta un errore che hai visto fare nel tuo settore.

Nel prossimo paragrafo approfondiamo meglio cosa intendiamo.

Il tuo pubblico inizierà a vederti con occhi diversi.

Come qualcuno che può risolvere il loro problema.

Idee per creare i tuoi primi contenuti educativi

Ragazza con una giacca gialla che sorride in un giardino

Ok, sei convinta.
Vuoi iniziare a creare contenuti educativi. 

Ma dove trovi l’ispirazione?

Qui.

1. Rispondi alle domande che ti fanno sempre

Avatar MG che parla sinceramente spiegando il proprio punto di vista

Ripensa alle domande più frequenti che ricevi dai tuoi clienti.
Quali sono le 3-4 che ti fanno più spesso?

Quelle sono i tuoi primi contenuti educativi.

Ogni domanda diventa un post, un carosello, un articolo. 

Semplice, diretto, utile.

2. Racconta un errore comune del tuo settore

C’è qualcosa che vedi fare sbagliato continuamente?
Qualcosa che fa arrabbiare te e i tuoi colleghi?

Spiegalo. Mostra perché è sbagliato e come farlo invece.

Le persone adorano scoprire cosa non devono fare.

3. Condividi un processo step-by-step

Prendi qualcosa che sai fare bene.
Un processo, una tecnica, un metodo.

Spezzettalo in passaggi semplici e condividilo.

Ecco fatto. 

Tre tipi di contenuti, infinite variazioni possibili.

Ora tocca a te.

In conclusione

Intrattenere ti fa notare.
Educare ti fa scegliere.

Soprattutto, prepara il tuo pubblico a diventare tuo cliente.

Se senti che è arrivato il momento di trovare la tua voce autentica nella comunicazione – quella che ti rappresenta davvero e che attira i clienti giusti – qui puoi prenotare una call gratuita con me.

Parliamo di come trasformare quello che sai in contenuti che funzionano davvero.

Per te e per il tuo business.